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Parrocchiale di Bardolinoss.Nicolò e Severo
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CHIESA PARROCCHIALE DI BARDOLINO

Il grandioso tempio neoclassico, costruito negli anni 1830-1844 e concluso con la facciata nel 1880, sorse in sostituzione della primitiva chiesetta di San Nicolò, protettore dei naviganti, risalente al XIII secolo e nel XV divenuta parrocchiale assumendo anche la dedicazione a San Severo ( la chiesa di San Severo era stata la prima parrocchiale). La grande mole, che si sviluppò soprattutto negli spazi liberi sul retro, fin oltre la cinta delle mura in rovina, entra nell’antico borgo con il pronao monumentale, di ordine tetrastilo gigante in stile corinzio. Da questa posizione la chiesa domina l’asse centrale del paese, l’ampio percorso che conduce al lago, con all’altro capo il porto. Nel timpano si legge la dedicazione della chiesa a DIO OTTIMO MASSIMO e ai SANTI NICOLÒ e SEVERO (DOM SS NS, cioè, DEO OPTIMO MAXIMO SANCTIS NICOLAO ET SEVERO). Sotto il porticato, ai lati del portale, due lapidi ricordano l’architetto Bartolomeo Giuliari che progettò e diresse la costruzione ed il marchese Filippo Alessandro De Gianfilippi che sostenne le spese per il suo compimento. La chiesa parrocchiale è il luogo dove si riunisce la comunità cristiana per la celebrazione del sacrificio eucaristico e per le altre occasioni del culto e della preghiera. E' il luogo di raccoglimento e di silenzio. Si entri con abbigliamento appropriato.

Interno della Chiesa

Nella prima cappella a destra è il Battistero, con antico fonte battesimale in marmo, proveniente dalla precedente chiesa di San Nicolò, e bella vetrata istoriata raffigurante il Battesimo di Gesù per mano di Giovanni Battista. Sopra si legge: “Se uno non rinasce da acqua e Spirito Santo non può entrare nel regno di Dio (Vangelo di Giovanni 3,5)”. A sinistra è raffigurata l’arca di Noè sui flutti del diluvio, a destra Mosè che divide le acque del mar Rosso in cui periscono gli giziani e da cui si salva il popolo eletto (opera di B. Peretti). Al centro della navata, sulla sinistra sorge il Pulpito in forma di tribuna semi ottagonale sormontata da baldacchino da cui il sacerdote proclamava e spiegava la Parola di Dio. Sui tre lati della navata, sopra le colonne, è scritta la preghiera di intercessione ai Santi patroni: O ELECTI PARONI NICOLAE ET SEVERE (o eletti patroni Nicolò e Severo) E SUPERUM SEDIBUS NOS PROTEGITE (dalle sedi del Cielo proteggeteci) ET CLARI MERITIS APUD DEUM ALTISSIMUM (e famosi per i Vostri meriti presso Dio l’Altissimo) PRO NOBIS QUAESUMUS (per noi, Vi supplichiamo) NE PEREAMUS ENIXE ORATE (pregate insistentemente perché non periamo).

L’interno è a croce latina, con assoluta preminenza della navata sul transetto, entrambi coperti da volta a botte, mentre la crociera è coperta da una cupola ribassata. Oltre l’arco trionfale si apre l’ampia abside con sovrastante catino. Le pareti laterali della navata e dell’abside sono traforate da colonnati aperti su ambulacri dove sono alloggiate, in navata, due pregevoli penitenzierie neo-classiche in legno. Nell’abside il coro con l’organo. L’elegante ordine interno è completato da paraste, fregio e cornice, di stile composito. Le paraste riquadrano cappelle, nicchie e spazi di passaggio.

Scritte particolare

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Interno

La decorazione pittorica originaria si è compiuta nei primi anni del Novecento e fu affidata a Giovanni Bevilacqua. Nel catino absidale è rappresentato Cristo trionfante sul paganesimo: sotto il grande affresco la scritta VICIT LEO DE TRIBU IUDA (ha vinto il leone della tribù di Giuda) - dall’Apocalisse di San Giovanni 5,5. Sopra l’altare maggiore si svolge la grande scritta TANTUM ERGO SACRAMENTUM VENEREMUR CERNUI (adoriamo, dunque, prostrati un così grande Sacramento), con l’invito ad adorare Cristo presente nel tabernacolo (l’Eucarestia). L’in- vocazione è tratta da uno dei testi composti da San Tommaso d’Aquino per la festa del Corpus Domini. Nei pennacchi della cupola ribassata sono rappresentati i quattro grandi dottori della Chiesa romana: San Gerolamo, San Gregorio magno papa, Sant’ Ambrogio, Sant’ Agostino. Dello stesso pittore è anche la decorazione della volta con le figure dei Dodici Apostoli, delle Virtù Teologali: Fede, Speranza, Carità. Alcuni Stemmi gentilizi ed altri motivi decorativi sono opera di Attilio Trentini.

Lunetta

La lunetta in controfacciata venne dipinta quando la cantoria con l’organo fu spostata nell’abside (1934). La decorazione, affidata al bardolinese Cesco Romeo Loro, raccoglie in Sacra Conversazione i Santi a cui è dedicata una chiesa o una cappella in Bardolino: da sinistra San Giorgio, Santa Cristina, San Colombano, San Francesco, Santa Caterina da Siena, San Pietro, San Nicolò, San Zeno, San Vito, tutti ai piedi della Madonna raffigurata al centro.

Altari del transettoMadonna del Rosario

Ai due capi del transetto troviamo gli altari dedicati alla Madonna del Rosario e a SanGiuseppe. Entrambi sono accostati ad eleganti edicole in marmi preziosi, colonne di ordine corinzio, fregio e timpano. Al centro una nicchia che ospita le rispettive statue. Si tratta di opere devozionali che sostituiscono le originarie effigi pittoriche. Sulla destra l’Altare della Madonna del rosario con l’invocazione SANCTA MARIA SUCCURRE MISERIS (Santa Maria vieni in soccorso ai miseri). Sulla volta, a sinistra, la scritta DEUS CHARI TAS EST (Dio è amore) - dalla prima lettera di Giovanni 4,8. A destra MAIOR TRIUM EST CHARITAS (la maggiore delle tre virtù teologali è la carità) - dalla prima lettera di S. Paolo ai Corinzi 13,13.

Altari del transettoSan Giuseppe

Sulla sinistra del transetto vi è l’Altare dedicato a San Giuseppe invocato dal popolo cristiano come patrono della Chiesa universale e della buona morte. Sopra si legge FAC NOS COELO RECIPI O IOSEPH (o Giuseppe fa’ che siamo accolti in Cielo). Sulla volta, a sinistra, la scritta SPES SANCTIFICAT (la Speranza ci rende santi). A destra SUMITE SCUTUM FIDEI (imbracciate lo scudo della Fede) - dalla lettera di S. Paolo agli Efesini 6,16.

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Statuaria

Nelle nicchie sopraelevate, fra le lesene, compare una serie di statue di santi di buona fattura: da destra, a partire dall’ingresso: San Giovanni Battista, San Zeno, San Domenico, San Ludovico re, Sant’Antonio Abate, San Severo, San Nicolò, San Rocco, San Bernardo, San Vincenzo Ferreri, Sant’Umberto. La prima e l’ultima si devono allo scultore bardolinese Albino Loro. Altre statue devozionali: Madonna di Lourdes (nella grotta a sinistra di chi entra), Sacro Cuore di Gesù e Pietà (a destra), Santa Rita da Cascia e Sant’Antonio da Padova (a sinistra).

Le Vetrate

Nelle vetrate policrome sono rappresentate scene tratte dai Vangeli e dall’Antico Testamento. A sinistra: la cacciata dal Paradiso terrestre e la cacciata dei mercanti dalTempio. A destra: l’Annunciazione e Gesù che proclama le beatitudini. Nell’abside: a sinistra la cena di Emmaus in cui il Risorto si rivela ai discepoli demoralizzati e increduli, a destra il Buon Pastore. Sopra l’altare della Madonna: vetrata con l’allegoria della pace, sopra quello di San Giuseppe: l’allegoria della vittoria, entrambe realizzate nel 1919, alla fine della prima guerra mondiale. L’Altare maggiore è costituito da una mensa in marmo sovrastata dal Ciborio e affiancata da due figure angeliche. La mensa rivolta ai fedeli, introdotta dopo il Concilio Vaticano II, si ispira, come forma, ad un’ara classica, in tono con lo stile della chiesa. Preziosa la Via Crucis di Giovanni Battista Marcola, pittore del Settecento (che firma l’opera, nel 1757, nella XIV stazione) padre del più famoso Marco. Significative opere d’arte anche in sacrestia e nell’oratorio (cappella papa Giovanni XXIII) con ingresso sulla sinistra dell’altar maggiore.

L'Oratorio

Sull’altare è collocata una tela raffigurante la Madonna Addolorata fra Sant’ Agnese e San Luigi: una spada le trafigge il cuore secondo la profezia del vecchio Simeone (Vangelo di Luca 2,35). Ai lati le statue di Santa Teresa del Bambin Gesù e di Sant’ Antonio abate, patrono degli allevatori. Sulla destra, sopra la statua di San Nicolò, vi è una pregevole tela che raffigura San Luigi Gonzaga in adorazione del Santissimo Sacramento. Alle pareti alcune tele raffiguranti gli Evangelisti e San Pietro. Nella parete che guarda l’altare una bella tela (già sull’altare di San Giuseppe) raffigurante San Filippo Neri, San Luigi Gonzaga, e Santa Margherita di Scozia 19 (seconda metà del secolo XIX).

Il Buon Pastore

Nell’abside: a sinistra la cena di Emmaus in cui il Risorto si rivela ai discepoli demoralizzati e increduli, a destra il buon Pastore.